giovedì 26 maggio 2016

Giacomo Voli - Ancora nell'Ombra

I talent show producono in larga maggioranza pessimi cantanti; è sotto gli occhi di tutti che le classifiche discografiche sono infestate da gente uscita da Amici o X Factor dotata di buone voci ma del tutto incapace di scrivere musica che sia di qualche interesse. Del resto un vocal coach può insegnare a un cantante a migliorare la propria tecnica, ma nessuno può insegnare a chi non sa scrivere canzoni come avere delle buone idee.

In questo panorama desolante c'è però un'ottima eccezione rappresentata dal rocker di Correggio Giacomo Voli, classificatosi secondo alla seconda edizione di The Voice of Italy nel 2014.  Durante la gara canora televisiva Giacomo ha dato prova della sua voce potente e pulita e della sua capacità di raggiungere note incredibilmente alte esibendosi in brani che spaziavano da Rock and Roll dei Led Zeppelin, a Life on Mars di David Bowie fino al Nessun Dorma di Puccini passando per Madness dei Muse che ha reso molto più energica e vibrante della versione originale. In occasione della finale di The Voice Voli aveva presentato il suo primo inedito intitolato Rimedio con cui ha dimostrato che la notevole estensione della sua voce non è limitata alle note alte ma si spinge anche a quelle basse, le strofe del pezzo sono infatti sorprendentemente basse per la voce di Giacomo che comunque esce alla grande dalla prova per poi esplodere nel ritornello con i suoni caratteristici del suo cantato.

L'anno seguente la sua partecipazione allo show di Rai 2 Voli ha pubblicato il suo primo EP intitolato Ancora nell' Ombra. Il disco è composto da sei tracce, di cui quattro inedite e due cover. Il primo pezzo si intitola Il Vento Canterà ed è un potente hard rock sostenuto da chitarre in stile hard & heavy anni 70 e dal testo rabbioso ma forte e ottimista il cui ritornello deflagrante entra nella testa come un trapano; il brano è forse il migliore di tutto il disco e non per nulla è l'unico di cui sia anche stato realizzato un video. Segue la cupa ballad La Fenice che paragona un amore in crisi all'uccello mitologico che rinasce dalle proprie ceneri. Con la terza traccia intitolata Il Capitale il disco torna alle atmosfere forti ed energiche fatte di potenza vocale e riff di chitarra trascinanti. Chiude la sequenza dei pezzi inediti il midtempo Ridi nel tuo Caffè il cui suono leggero e gioioso si accosta al testo che narra di una madre che grazie al sorriso e a un atteggiamento positivo ha superato una grave difficoltà.

Come cover Giacomo sceglie due brani lenti e di atmosfera con cui dimostra di sapersi muovere bene anche in terreni apparentemente lontani dall'hard & heavy come il folk rock e il rock progressivo italiano. I due pezzi scelti sono infatti Can't Find my Way Home del supergruppo Blind Faith e Impressioni di Settembre della PFM (che Voli aveva interpretato anche a The Voice) interpretate senza distanziarsi troppo dalle versioni originali ed uscendo a testa alta sia dal confronto canoro con Steve Winwood sia in quello con Franco Mussida.

Dopo la realizzazione del primo EP solista Voli è entrato a far parte della formazione dei TeodasiA, eccezionale gruppo symphonic metal veneziano, che per la prima volta si trova ad avere un cantante uomo che raccoglie l'eredità di Priscilla Fiazza e Giulia Rubino. Con i TeodasiA Voli ha anche inciso il nuovo album che verrà pubblicato entro la fine di quest'anno.

Le premesse per il nuovo album dei TeodasiA sono ottime, perché Ancora nell'Ombra è stato uno splendido esordio discografico che dimostra che il giovane rocker emiliano non è solo un ottimo cantante ma anche un eccellente autore che non sfigura nemmeno al confronto di cantanti ben più noti e blasonati. Meglio evitare ad esempio paragoni con un altro sedicente rocker di Correggio che dopo i primi tre album ha riproposto per vent'anni la stessa canzone, perché Voli è proprio su un altro pianeta. E non ci resta che sperare che questo giovane rocker riesca a sfondare, con i TeodasiA o da solista, e ad ottenere il successo che merita perché la scena rock italiana è in crisi profonda e ha bisogno di ventate di novità come questa.

giovedì 19 maggio 2016

Come si intitola il quarto album dei Led Zeppelin?

E' difficile individuare nella discografia dei Led Zeppelin album più importanti di altri perché tutti i lavori in studio della band di Robert Plant e Jimmy Page sono pietre miliari del rock, ma tra essi ce n'è uno che stimola più degli altri la curiosità degli appassionati da oltre quattro decenni. Il quarto album della band, pubblicato l'8 novembre del 1971, infatti non ha un titolo stampato in copertina ed è comunemente noto come Led Zeppelin IV solo per continuità, perché i precedenti si chiamano appunto Led Zeppelin, Led Zeppelin II e Led Zeppelin III, ma da nessuna parte nel disco appare questo titolo.

La copertina frontale mostra infatti un quadro rurale ad olio in cui si vede un contadino piegato dal peso del fascio di legna che sta trasportando; secondo quanto riportato nel libro Led Zeppelin FAQ di George Case il quadro fu comprato da Page in un negozio di antichità a Reading, nel Berkshire, mentre si trovava in giro alla ricerca di oggetti d'epoca con Plant. La cornice è appesa a un muro su cui la carta da parati si stacca vistosamente, ma unendo il retro di copertina all'immagine frontale si vede che in realtà il muro in questione è parzialmente demolito e si vede in lontananza un paesaggio periferico urbano che mostra la Salsbury Tower del distretto Ladywood di Birmingham. Sull'esterno del disco, comunque, non è riportato alcun titolo.


All'interno della copertina è stampata un'illustrazione del pittore Barrington Colby che ritrae un eremita e che è chiaramente ispirata all'omonima carta dei tarocchi. L'originale fu venduto ad un'asta nel 1981 e secondo alcune teorie un po' strampalate l'immagine vista allo specchio rivelerebbe il disegno della testa di un cane nero, ma si tratta di un ovvio caso di pareidolia suggerita anche dal fatto che il primo brano del disco è proprio Black Dog.

La busta che avvolge il vinile riporta sopra ai titoli dei brani quattro simboli, ognuno dei quali rappresenta un membro della band. Page scelse come simbolo un disegno che ricorda più o meno vagamente la scritta ZoSo e come riportato nel libro Led Zeppelin: The UK Complete Vinyl Discography di Neil Priddey, il chitarista sostenne per anni di averlo disegnato da solo ma il realtà lo si trova già in un grimorio medievale intitolato Le Dragon Rouge. Plant scelse una piuma in un circolo che rappresentava lo scriba o, nel suo caso, lo scrittore di canzoni; il simbolo può essere al contempo ispirato alla piuma della dea egizia Maat che rappresenta la verità e la giustizia. Bonham e Jones scelsero i proprio simboli dal libro The Book of Signs di Rudolf Koch edito nel 1955 che raccoglie simboli vari dalla preistoria al medioevo. Jones scelse una triquetra con un cerchio al centro e Bonham scelse un simbolo a caso con tre cerchi che si intersecano. Sulla facciata opposta della busta è riportato il testo di Stairway to Heaven scritto in caratteri antichi e in basso a sinistra vi è il disegno di un uomo che legge un libro con dei caratteri misteriosi incisi alle sue spalle. Ma a parte tutto ciò neanche sulla busta è riportato alcun titolo per l'album.

Neanche l'etichetta sul vinile chiarisce il dubbio perché riporta di nuovo solo i quattro simboli e i titoli dei brani. Da nessuna parte, quindi, né in copertina né altrove viene dato un titolo a questo album.

Oltre a Led Zeppelin IV il disco è noto anche come Four Symbols, The Fourth Album, Untitled, Runes (per via dei quattro simboli runici), The Hermit (per via dell'illustrazione all'interno della copertina), and ZoSo (per via dei caratteri disegnati nel simbolo di Page).

In realtà come spiegato dallo stesso Page e come pure riportato nel libro di Priddey l'intera questione è molto semplice: l'album intenzionalmente non ha un titolo. Led Zeppelin III ricevette critiche non sempre positive che spesso accusarono la band di aver aggiungo chitarre acustiche per imitare il supergruppo Crosby, Stills, Nash & Young, ma Page ribatté di aver usato chitarre acustiche anche nei primi album e che quindi la critica non aveva capito il disco. Decise quindi che il nuovo album sarebbe uscito senza un titolo, perché nomi e titoli non vogliono dire nulla. In origine Page avrebbe voluto che ci fosse solo un simbolo stampato nel packaging del disco, poi cambiò idea e decise per i quattro simboli, a rappresentare i quattro membri ma anche il quarto disco.

La casa discografica osteggiò la scelta del gruppo sostenendo che pubblicare un album senza titolo sarebbe stato un suicidio professionale. Ma la band rimase sulle proprie posizioni e a distanza di oltre quarant'anni è sotto gli occhi di tutti che grazie a brani leggendari come la già citata Black Dog oltre che Rock and Roll e Stairway to Heaven questo disco resta un capolavoro senza tempo della storia del rock, a dimostrazione del fatto che la band fece le scelte giuste e che la casa discografica si sbagliò clamorosamente.

giovedì 12 maggio 2016

H-Bomb - Attaque

La carriera dei parigini H-Bomb è stata molto breve essendo il gruppo rimasto in attività per soli quattro anni dal 1982 al 1986. La loro prima produzione in studio risale al 1983 con il celebre EP Coup de Metal a cui è seguito nel 1984 l'unico album intero della band intitolato Attaque; nel 1986 il gruppo pubblicò anche due lavori in lingua inglese: il singolo Stop the Lights e l'EP To Feel is Pain entrambi inseriti come bonus track nella ristampa in CD di Coup de Metal del 1998.

Il loro lavoro più importante resta quindi il primo e unico LP che è caratterizzato da sonorità metal classiche che attingono dai modelli musicali della NWOBHM e che tendono a tratti verso lo speed metal, ispirandosi ai giganti dell'hard rock e del metal come i Judas Priest o i Saxon. Già dalla prima traccia Attaque/Exterminateurs carica di energia il gruppo dà prova di quale vuole essere il suo suono distintivo ricco di riff di chitarra e velocità elevata. Il cantante Didier Izard si cimenta fin dall'inizio del disco in scream e acuti che mostrano subito la sua notevole estensione imitando in parte lo stile dei mostri sacri del genere come di Rob Halford o Bruce Dickinson.

E' difficile individuare brani migliori di altri perché tutte le tracce del disco sono notevoli e di alto livello e se c'è una critica che può essere mossa ad Attaque è proprio quella di non offrire una grande varietà di suoni perché il disco è composto da dieci tracce veloci ed energiche e non ci sono brani melodici né ballad. Spiccano comunque Substance Mort che è il pezzo più speed metal del disco, Crache et Crève che inizia con un potente riff di chitarra per poi sfociare in un brano metal piuttosto classico e Fou Sanguinaire grazie al potente ritornello in cui Izard dà la miglior prova delle sue doti vocali per potenza ed estensione.

Nonostante questo disco sia un ottimo pezzo di puro metal è poco conosciuto così come gli H-Bomb non godono della fama che meritano perché spesso messi in ombra da gruppi più rappresentativi della scena metal francese come Blasphemie, ADX e Sacrilege. Ma nonostante la scarsa notorietà gli H-Bomb reggono benissimo il confronto con i loro colleghi più noti e la brevità della loro carriera ha fatto sì che non conoscessero cali di qualità nelle loro produzioni, tra le quali il loro primo e unico album è una perla da riscoprire.

giovedì 5 maggio 2016

The Roots of Guns N' Roses: le uniche registrazioni degli Hollywood Rose

Prima di essere il vocalist dei leggendari Guns N' Roses, Axl Rose fu il cantante di un gruppo da lui stesso fondato a Los Angeles nel 1983: gli Hollywood Rose.

La prima formazione degli Hollywood Rose vedeva oltre ad Axl i chitarristi Chris Weber e Izzy Stradlin, il batterista Johnny Kreis e i bassisti Rick Mars, Andre Troxx e Steve Darrow. Dopo un solo anno dalla fondazione la formazione vide alcuni importanti cambi di formazione dopo che Weber colpì accidentalmente Axl alla testa con la paletta della chitarra durante un'esibizione dal vivo nella la trasmissione televisiva Music Machine. Axl abbandonò l'esibizione e in seguito allo screzio Weber fu licenziato; oltre a Weber anche Stradlin e Kreis lasciarono il gruppo. I chitarristi furono sostituiti da Slash e il batterista da Steven Adler.

Anche la nuova formazione durò poco e in seguito ad altre liti, altri abbandoni e alcuni rientri gli Hollywood Rose si fusero con gli L.A. Guns e il nuovo gruppo assunse il nome di Guns N' Roses. La formazione originale vedeva Axl e Izzy Stradlin degli Hollywood Rose e Tracii Guns, Ole Beich e Rob Gardner degli L.A. Guns. Poco dopo i tre ex membri degli L.A. Guns uscirono dalla nuova band e furono sostituiti da Duff McKagan, Slash e Steven Adler lasciando così i Guns N' Roses di fatto privi di elementi provenienti dagli L.A. Guns, ma formando così quella che fu per anni la formazione storica.

Tracii Guns riformò quindi gli L.A. Guns con un altro cantante e con altri musicisti e la carriera del gruppo procede tutt'ora dopo oltre trent'anni e nonostante liti, scissioni e cambi di formazione che non hanno impedito agli L.A. Guns di dimostrarsi nel decenni più costanti e duraturi dei più celebri Guns N' Roses.

Gli Hollywood Rose invece ebbero una carriera molto breve ed esiste un solo disco che contiene il materiale registrato in quel breve periodo. L'album, intitolato The Roots of Guns N' Roses, è stato pubblicato nel 2004 grazie alla produzione proprio di Chris Weber e contiene i cinque brani registrati prima dello screzio tra Weber e Axl in tre diverse versioni ciascuno.

I cinque pezzi del disco sono:
  • Killing Time: brano veloce e aggressivo in tipico stile GNR
  • Anything Goes: che fu poi reincisa dai Guns N' Roses nell'album Appetite for Destruction
  • Rocker: altro brano veloce e tagliente in cui la voce di Axl dà già prova nella sua notevole estensione
  • Shadow of Your Love: reincisa nell EP del 1988 Guns 'N Roses pubblicato solo per il mercato giapponese e noto anche come Live From the Jungle per via della scritta in ideogrammi giapponesi riportata sulla obi strip
  • Reckless Life: in seguito reincisa ed inclusa nell'EP dei Guns 'N Roses Live ?!*@ Like a Suicide del 1986 che fu poi interamente incluso in G N' R Lies del 1988

Tutti e cinque i pezzi sono presenti sull'album sia in versione demo originale senza sovraincisioni successive, con tanto di voce introduttiva che ne annuncia il titolo seguito da take 1, sia in due versioni remixate. Delle cinque tracce sono infatti presenti i remix del chitarrista Gilby Clarke (che in seguito avrebbe avuto un posto fisso nei Guns N' Roses dopo l'abbandono di Izzy Stradlin) e quelli del batterista dei Cinderella Fred Coury. Come riportato dal retro di copertina della versione in CD, le versioni di Clarke di Reckless Life e Shadow of Your Love vedono anche la presenza di una sovraincisione di Tracii Guns alla chitarra; curiosamente sulla versione in vinile questa nota è omessa.

Un'altra bizzarria di questa incisione riguarda i nomi riportati come autori dei brani. Infatti Anything Goes, Reckless Life e Shadow of Your Love (cioè le tre che sono poi state reincise con il marchio Guns N' Roses) sono attribuite non solo ad Axl Rose, Chris Weber e Izzy Stradlin (indicato con il vero nome Jeffrey Dean Isbell) ma anche a Slash (indicato con il vero nome Saul Hudson), McKagan e Adler. Ma gli ultimi tre non avevano alcun legame professionale con Axl e gli Hollywood Rose ai tempi di questa incisione e l'unica spiegazione è che la scelta sia stata dettata da motivi legati ai diritti d'autore.

Ad aumentare la confusione riguardo a questa preziosa registrazione, nel 2007 il disco è stato stampato anche in Argentina per il mercato sudamericano con la medesima tracklist e riportando i medesimi autori, ma con copertina diversa su sfondo nero (foto sopra) che attribuisce l'intero disco non solo agli Hollywood Rose ma anche agli L.A. Guns, probabilmente per via della presenza di Tracii Guns perché le cinque tracce sono state registrate prima della fusione.

Nota: un gruppo chiamato Hollywood Rose con un logo molto simile a quello dei Guns 'N Roses ha inciso nel 2014 un live intitolato Live From Budapest facilmente reperibile su iTunes e Amazon, ma si tratta di una cover band che non ha nulla in comune con il primo gruppo di Axl.