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mercoledì 17 aprile 2019

Tin Idols - Jesus Christ Supernova

Nel 2013 gli hawaiani Tin Idols hanno realizzato la loro interpretazione personale dello storico musical Jesus Christ Superstar di Tim Rice e Andrew Lloyd Webber, il titolo di questa rivisitazione è Jesus Christ Supernova e così come nel titolo la superstar viene trasformata in una supernova, anche la musica all'interno dell'album subisce una trasformazione che la rende potente ed esplosiva trasformando l'opera di rock progressivo originale in una heavy metal.

L'album dei Tin Idols è composto ovviamente da tutte le ventisette del celebre musical e già da Heaven On Their Minds, il primo pezzo dopo l'intro, si coglie come la batteria e la distorsione delle chitarre abbiano un ruolo molto maggiore rispetto al passato. Le melodie del brani vengono lasciate pressoché inalterate, anche se le linee vocali vengono adattate alle caratteristiche canore degli interpreti. Ad esempio in Superstar, il pezzo più noto dell'intera opera, Mark Kaleiwahea, che nell'opera ha il doppio ruolo di vocalist e chitarrista, che interpreta Giuda pone più attenzione sull'asprezza della sua interpretazione piuttosto che sull'estensione, come riscontrabile quando canta if you'd come today you would have reached a whole nation nel quale resta su note molto più basse rispetto ad altri interpreti che lo hanno ricevuto.

L'unica parte femminile, quella di Maria Maddalena, è affidata alla voce graffiante di Cathy Lowenberg che interpreta le più importanti ballad come Everything's Alright e Could We Start Again Please? dando un tocco blues che manca in tutte le altre versioni dell'opera. Che le note graffianti e il blues siano terreni in cui Cathy si muove bene non è certo una sorpresa, come riscontrabile anche nella sua cover di Piece of My Heart.

La parte di Gesù è interpretata da Mark Caldeira che si si distingue per pulizia di esecuzione e che non nasconde le impronte da heartland rock della propria provenienza musicale e che da sfoggio della propria ecletticità, del resto Caldeira sa passare con disinvoltura dalle cover di Bob Seger e quelle degli Iron Maiden. Proprio per queste sue capacità e per il contrasto che crea con gli altri interpreti sono particolarmente efficaci i duetti tra Caldeira e Cathy Lowenberg in What's the Buzz? e quello tra Caldeira e Kaleiwahea in Strange Things Mystifying

Anche le parti corali, come la già citata What's That Buzz? o The Last Supper si adattano bene al paradigma dell'heavy metal, con gli interpreti che eseguono le parti della folla e degli apostoli su queste basi più aggressive e veloci rispetto alle originali.

Jesus Christ Supernova non è che la prima opera di questo straordinario combo che da allora ha replicato l'esperimento numerose altre volte e con il medesimo successo; ad oggi hanno anche all'attivo una serie di compilation di canti natalizi interpretati con lo stesso stile e anche un tributo agli Osmonds. Il primo album del gruppo hawaiano è una delle più convincenti rielaborazioni dell'opera di Andrew Lloyd Webber e di Tim Rice che non solo offre un'esecuzione nuova dal punto di vista vocale, ma rielabora le basi come nessun'altro ha fatto prima. Questo album metterà tutti d'accordo, e già dal primo ascolto: i fan del metal, quelli del rock progressivo e di chiunque ami Jesus Christ Superstar.

giovedì 29 marzo 2018

Sandro Di Pisa - Jesus Christ Superguitar

In occasione del Natale del 2017 il jazzista e divulgatore italiano Sandro Di Pisa ha realizzato una propria versione interamente strumentale della celeberrima rock opera Jesus Christ Superstar di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice. La versione di Di Pisa si intitola Jesus Christ Superguitar e come suggerisce il titolo stesso è un riarrangiamento per chitarra dell'opera originale, in cui le voci dei protagonisti sono sostituite da altrettante chitarre. Troviamo quindi la chitarra jazz nel ruolo di Gesù, la chitarra rock in quello di Giuda, la chitarra classica che interpreta la Maddalena, il synth guitar che fa le veci degli apostoli e la chitarra acustica nei ruoli di Anna, Caifa, Pilato ed Erode. Le cinque chitarre insieme interpretano le parti corali della folla.

Già dal primo ascolto appare ovvio che l'opera di Di Pisa è il frutto del lavoro di un genio della musica di altissimo valore, che è riuscito a dare a un'opera che vanta innumerevoli interpretazioni dei risvolti inaspettati a cui nessuno, nemmeno gli autori, aveva pensato fino ad ora. Le chitarre di Sandro Di Pisa hanno un'espressività incredibile, tanto che sembra che cantino, più che suonare. La scelta dei ruoli ovviamente non è casuale e nemmeno scontata. La chitarra jazz dà un tocco deciso e al contempo delicato alla parte di Gesù che esprime forza e speranza anche attraverso uno strumento. Allo stesso modo la chitarra rock che interpreta Giuda mette da parte ogni mezza misura per esprimersi in una parte determinata e ribelle che con le sue distorsioni esprime il disappunto e la visione critica del personaggio all'interno dell'opera. La chitarra classica che dà la voce alla Maddalena riporta la dolcezza e lo smarrimento dell'unico personaggio femminile.

La passione di Di Pisa per la musica jazz, e per la musica in generale, è rispecchiata anche nell'adattamento dei titoli dei pezzi. Ad esempio, Everything is Alright diventa Everything's in Five, Osannah diventa Bossanna e Gethsemane diventa Gezzeman. Inoltre all'interno di alcuni pezzi sono presenti frammenti di opere slegate da Jesus Christ Superstar. Nella già citata Everything's in Five si trovano ad esempio snippet di Take Five del Dave Brubeck Quartet e del tema di Mission: Impossibile di Lalo Schifrin; in The Last Supper troviamo un frammento di Whiter Shade of Pale dei Procol Harum e nel finale Superguitar (adattamento del pezzo più celebre dell'opera, Superstar) si trova un inserto di Le Poupée Qui Fait Non del cantante francese Michel Polnareff.

Questa opera di Sandro Di Pisa dona una freschezza inaspettata a uno dei musical più noti della storia, tanto che già dal primo ascolto viene da chiedersi quali delle chitarre di Di Pisa interpreterebbero Grizabella o Mistoffelees se il jazzista nostrano decidesse di mettere le mani anche su Cats o se la chitarra jazz potrebbe interpretare anche Giuseppe in Joseph and the Amazing Technicolor Dreamcoat. E di fronte a questi interrogativi non resta che sperare che Jesus Christ Superguitar non resti un esperimento isolato e che Di Pisa decida di mettere la sua genialità al lavoro su altre opere.

giovedì 24 marzo 2016

National Symphony Orchestra - Jesus Christ Superstar

La versione più celebre del leggendario musical Jesus Christ Superstar è senza dubbio quella dell'omonimo film del 1973 interpretato dal Ted Neeley e Carl Anderson, ma il fatto che sia la più nota non implica necessariamente che si tratti anche della migliore. Nel 1995 ne è stata infatti pubblicata la versione della National Symphony Orchestra diretta dal maestro Martin Yates e interpretata da Dave Willetts nel ruolo di Gesù e da Clive Rowe in quello di Giuda registrata negli Abbey Road Studios di Londra tra giugno del 1993 e novembre del 1994 e basta davvero poco a capire che questa versione è nettamente superiore ad ogni altra.

Bastano infatti pochi secondi dopo l'inizio di Heaven on Their Minds affinché già dalle prime parole My mind is clearer now si capisca che la potenza vocale di Clive Rowe surclassa ampiamente tutti i Giuda che lo hanno preceduto e pochi istanti dopo in than the things you say appare chiaro che anche l'estensione della voce di Rowe è notevolmente superiore e al confronto Carl Anderson sembra stridulo e immaturo; inutile il confronto con quello che è forse il secondo Giuda più famoso della storia, Jérôme Pradon nella versione uscita in DVD nel 2000 diretta da Gale Edwards e Nick Morris, che si dimostrò completamente incapace di raggiungere le note più alte. La prova di Rowe è semplicemente grandiosa e la sua interpretazione di Heaven on Their Minds supera in espressività anche la versione dei Queensrÿche contenuta nell'album di cover Take a Cover del 2007.

Maestosa anche la prova di Dave Willetts, potente e sicura, e nella sua interpretazione supera notevolmente Ted Neeley per forza, espressività e precisione. Lo stesso si può dire di tutti gli altri interpreti, da Paul Collins nel ruolo di Simone lo Zelota fino a Ethan Freeman in quello di Erode. Anche l'unica interprete femminile di rilievo, Issy Van Randwyck nel ruolo della Maddalena, offre una prestazione che coniuga dolcezza a potenza ed una notevole estensione nei suoi pezzi principali: Everything's Alright e I Don't Know How to Love Him.

Un ruolo fondamentale ha anche il coro a supporto dei solisti che si dimostra all'altezza della migliore esecuzione di sempre del musical di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice che si esprime con precisione ma al contempo lasciando apprezzare tutte le voci sia nei brani più energici come Simon Zealotes che in quelli più riflessivi come The Last Supper eseguita con la solennità di un canto liturgico.

Questa versione di Jesus Christ Superstar è impreziosita anche, come spesso succede, da alcuni adattamenti del testo. In Strange Thing, Mystifying Giuda dice infatti To let her stroke you and kiss your hair is hardly in your line mentre la versione originale direbbe To let her kiss you and stroke your hair, that's hardly in your line. Questa pratica è comunque piuttosto comune, anche nella già citata versione del 2000 in Heaven on Their Minds Giuda canta and our conquerors object to another noisy sect invece di I am frightened by the crowd because we are getting much too loud.

Purtroppo di questa versione esiste solo la versione su CD e non ne esiste una registrazione video che ne avrebbe garantito una diffusione molto maggiore. Ma proprio per questo serve a dimostrare che alle volte i prodotti di nicchia sono qualitativamente migliori di quelli più famosi.