venerdì 23 dicembre 2022

White Christmas: la storia dietro la nascita della canzone

White Christmas è uno dei classici della musica natalizia che tutti conosciamo ed è entrata ormai da decenni nell'immaginario collettivo del Natale. Nonostante il brano sia famosissimo, la sua genesi non è per nulla chiara e tuttora ci sono dubbi su quando e dove sia stato composto. L'autore è il celebre compositore Irving Berlin, ebreo russo nato nel 1888 nella città siberiana di Tjumen' con il nome di Israel Beilin e trasferitosi a New York all'età di cinque anni. Berlin divenne americano nel 1916 e fu anche arruolato nell'esercito per la prima guerra mondiale.

Ivring Berlin e Bing Crosby

Berlin scrisse White Christmas per un musical di Broadway sulle vacanze invernali in America che però non vide mai la luce. Su questo dettagli concordano sia la figlia di Berlin, Linda Emmet, interpellata sul tema dal network NPR, sia il giornalista Jody Rosen che nel 2002 scrisse il volume White Christmas: The Story of an American Song. Su quando l'autore iniziò a stendere il brano non c'è però unità di pareri: secondo la figlia questo avvenne tra il 1938 e il 1939, mentre Rosen ritiene più probabile che Berlin abbia iniziato a scriverla nel 1937 mente si trovava in California lontano dalla famiglia per lavorare al film Alexander's Ragtime Band (noto in Italia con il titolo La Grande Strada Bianca).

In ogni caso Berlin non completò la scrittura del brano in California, ma ne scrisse solo una bozza. Il lavoro venne poi completato in altri luoghi tra cui l'hotel Arizona Biltmore a Phoenix, che riportava sul proprio sito che Berlin scrisse la canzone seduto a una delle sue piscine; secondo la ricostruzione di Rosen parte del brano fu scritto anche nella residenza di famiglia sui monti Catskill nello stato di New York.

White Christmas fu cantata per la prima volta da Bing Crosby nel programma radiofonico The Kraft Music Hall la notte di Natale del 1941, quando il senso patriottico americano era molto alto per via dell'attacco a Pearl Harbor avvenuto poche settimane prima. La canzone fu stampata su disco nel luglio successivo nella colonna sonora del film Holiday Inn (noto in Italia come La Taverna dell'Allegria), film nato dall'idea del musical abbandonato per il quale il pezzo era stato scritto, dove venne cantata ancora da Bing Crosby che ne era anche il protagonista. Sulle prime il brano non ebbe grande successo, venendo oscurato dalla notorietà di Be Careful, It's My Heart tratto dallo stesso film e cantanta anch'essa da Crosby, tuttavia White Christmas balzò in vetta alla classifica dei dischi più venduti già nell'ottobre del 1942 e vi rimase per più di tre mesi.


Il testo del brano parla del Natale da un punto di vista sociale, senza particolari riferimenti religiosi, e Linda Emmit sostiene che il padre fosse particolarmente affezionato a questi aspetti perché erano una parte della cultura americana che amava in modo speciale, soprattutto considerando che per via delle sue origini povere non festeggiava il Natale nella natia Russia. Tuttavia il testo che siamo abituati a sentire, che inizia con I'm dreaming of a white Christmas, non è quello completo e originale. Ne esiste infatti una versione estesa, che venne cantata per la prima volta dallo stesso Bing Crosby nel 1968 che inizia con:
The sun is shining, the grass is green
The orange and palm trees sway
There’s never been such a day
In Beverly Hills, L. A.
But it’s December the 24th
And I am longing to be up north….
I’m dreaming of a white Christmas…
Questi versi aggiuntivi descrivono l'ambiente della California dove la prima stesura del brano prese forma, sottolineando come in origine il testo era il lamento di un uomo che doveva passare il Natale lontano dalla famiglia per impegni di lavoro.

White Christmas assunse da subito un valore patriottico anche perché veniva trasmessa sulla radio dell'esercito degli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale così che i soldati impegnati all'estero potessero sentirsi parte delle celebrazioni in patria. Il brano venne analogamente utilizzato negli anni 70 quando le truppe americane erano impegnate in Vietnam.

Dal 1941 ad oggi White Christmas vanta innumerevoli cover, da quelle classiche di Dean Martin, Elvis Presley e Frank Sinatra fino a quelle hard rock più moderne dei Twisted Sister o dei Queensrÿche.

Molte fonti, tra cui il libro di Rose, riportano che quando Irvin Berlin disse a uno dei suoi collaboratori I just wrote the best song I've ever written - heck, I just wrote the best song that anybody's ever written! (Ho appena scritto la migliore canzone che abbia mai scritto - anzi no, ho scritto la migliore canzone che chiunque abbia mai scritto!). Il fatto che oggi, a distanza di oltre ottant'anni, White Christmas sia il singolo più venduto di ogni tempo conferma che quel giorno il suo autore aveva ragione.


Fonti:

sabato 17 dicembre 2022

Raskasta Joulua - Viides adventti


A cinque anni dall'ultimo album Raskasta Joulua IV torna lo straordinario combo dei Raskasta Joulua, superguppo formato dai migliori interpreti del symphonic metal finlandese che dal 2004 compone album di musica natalizia reinterpretata nel loro stile.

Il nuovo album è intitolato Viides Adventti ed è composto da dieci pezzi che si aprono con il celeberrimo canto del sedicesimo secolo Gaudete eseguito solo dal coro e qui realizzato in un inedito mash-up con We Wish You a Merry Christmas. Il disco si snoda poi principalmente tra brani della tradizione locale, poco noti al di fuori della Finlandia stessa, interpretati da vocalist di eccezione del calibro Marko Hietala, ex bassista dei Nightwish, Elize Ryd degli Amaranthe, Juha-Pekka Leppäluoto, Noora Louhimo dei Battle Beast, Tony Kakko dei Sonata Artica e Tommy Karevik vocalist dei Seventh Wonder e dei Kamelot. Tra i pezzi finlandesi spiccano la magnoliquente Vinter interpretata da Elize Ryd e Tommy Karevik con atmosfere da power ballad ottantiana e la potente Jouluun Uskotaan cantata da Pekka Heino con la sua voce distintiva in stile AOR.

Tra i brani celebri troviamo Avaruus, adattamento di Walking in the Air dal film The Snowman del 1982 cantata da Nora Louhimo con il testo realizzato per l'album Joulusydän del giornalista e presentatore Timo Torsti Antero Mikkonen che nel 1989 realizzò un album di cover in finlandese di canti natalizi, e Kyllä Pukki Tietää, adattamento finlandese di Run Rudolph Run di Chuck Berry cantata da JP Leppäluoto e Ilja Jalkanen. Chiudono il disco due pezzi cantanti da tutti i vocalist del disco che sono anche i più celebri e facili da apprezzare al primo ascolto, quali Stars realizzata nel 1985 dal supergruppo metal Hear 'n Aid capitanato di Ronnie James Dio, Jimmy Bain e Vivian Campbell, e una traduzione in finlandese di Silent Lucidity dei Queensrÿche realizzata apposta per quest'album con il titolo di Kehtolaulu.


Parallelamente all'uscita dell'album i Raskasta Joulua hanno anche quest'anno intrapreso la loro tournée in Finlandia, come accade durante ogni stagione natalizia, nella quale portano nelle arene queste ottime reinterpretazioni di classici che mischiano tradizione e modernità come solo questo dream team del metal sa fare. Viides adventti, così come le precedenti opere in studio dei Raskasta Joulua, regala un'ora di ottima musica interpretata dai migliori vocalist del panorama symphonic metal del mondo, che può dare un tocco diverso alle feste di Natale di chi ama il metal e di chi ama i classici.

mercoledì 7 dicembre 2022

Storia di Thank God it's Christmas dei Queen



Thank God it's Christmas del 1984 è l'unico singolo natalizio che i Queen abbiano realizzato nella loro ventennale discografia. La genesi del brano è forse poco nota ed è stata raccontata da Brian May in un'intervista del 1997 riportata nel volume Queen: Complete Works dell'autore americano Georg Purvis.

L'idea di realizzare un singolo natalizio venne a Brian May e Roger Taylor nell'estate del 1984 dopo la pubblicazione dell'album The Works e prima di partire per il tour che li avrebbe portati in Europa, Asia, Sud America e Oceania. Roger e Brian si trovarono per comporre la canzone e arrivarono entrambi con una proposta, alla fine decisero che la migliore era quella realizzata da Taylor e la composizione di May finì per essere riutilizzata per la bellissima e gioiosa I Dream of Christmas di Anita Dobson, che nel 2000 sarebbe diventata la moglie di Brian May. Il testo di Thank God It's Christmas era anche abbastanza atipico per un canto di Natale, visto che parla del periodo di riposo delle festività natalizie a seguito di un anno di lavoro intenso.

May aiutò dapprima Taylor a completare la scrittura del brano aggiungendo il ritornello che mancava alla stesura originale, quindi insieme a John Deacon registrarono la base musicale a Londra nel luglio del 1984. Non è altrettanto chiaro dove Freddie Mercury abbia registrato la parte vocale. May disse nell'intervista citata che Freddie registrò la sua parte a Montreux, mentre il sito Queenpedia scrive che Freddie incise la linea vocale a Monaco di Baviera dove si trovava per la registrazione del suo album solista Mr. Bad Guy che effettivamente fu realizzato nella città tedesca in quei mesi.

Il singolo uscì il 27 novembre del 1984 avendo come B-side Man on the Prowl e Keep Passing the Open Windows tratte da The Works. Thank God it's Christmas rimase in classifica nel Regno Unito fino al gennaio del 1985, ma si fermò al numero 21 e negli USA non venne stampato del tutto. Il pezzo soffrì infatti una terribile concorrenza, quella di essere uscito nello stesso anno di Do They Know It's Christmas? che vista la lineup leggendaria poteva godere di un consenso ben più ampio. Inoltre del brano dei Queen all'epoca non fu realizzato un video, impedendo così che potesse essere diffusa in televisione; l'unico video venne realizzato nel 2019, ben 35 anni dopo, e mostra delle persone che si godono le feste nelle loro case in una notte innevata. Thank God it's Christmas dovette attendere ancora qualche anno per raggiungere un maggior successo, ad esempio quando nel 1995 fu ristampata come B-side di A Winter's Tale dall'album postumo Made in Heaven. Da allora è stata inserita nella compilation Greatest Hits III del 1999 e come bonus track nella versione rimasterizzata di The Works del 2011.

Thank God it's Christmas non ebbe quindi da subito la notorietà che merita, anche se oggi grazie anche alla rinnovata popolarità della band dovuta al biopic Bohemian Rhapsody è stata riscoperta ed è considerata a pieno titolo uno dei "classici moderni" della musica natalizia.

martedì 15 novembre 2022

Intervista all'ex detective della polizia di Los Angeles Greg Kading

Greg Kading, ex dectective della polizia di Los Angeles, ha guidato la task force che investigò sull'omicidio di Notorious BIG. Per parlare dei dettagli dell'indagine, Greg ha accettato la nostra proposta di un'intervista che offriamo di seguito ai nostri lettori.

L'intervista è disponibile solo in inglese.


sabato 12 novembre 2022

Intervista a Jane Odintsova degli Imperial Age

Per parlare del loro più recente album New World, uscito lo scorso settembre, la vocalist degli Imperial Age Jane Odintsova ha accettato la nostra proposta di un'intervista che offriamo di seguito ai nostri lettori.

L'intervista è disponibile solo in inglese.



venerdì 14 ottobre 2022

Xandria + Visions of Atlantis - Milano, 13/10/2022

Questo concerto era inizialmente previsto per settembre del 2020 e anche allora avevo deciso che ci sarei andato, perché dopo aver visto i Visions of Atlantis al Dadga di Retorbido sapevo che non avrei potuto perdermi altre loro date live nelle vicinanze. Purtroppo la pandemia ha costretto la band a posticipare di due anni, ma almeno il ritardo ha consentito di arricchire il piatto perché nel frattempo gli Xandria si sono rimessi al lavoro con una cantante nuova e le due band hanno unito le forze partendo per questo tour insieme.


La nuova data è il 13 ottobre 2022, la location è la stessa della pianificazione originale: il Legend di Milano che è uno di quei locali in cui funziona praticamente tutto, essendo in periferia quanto basta da non dover attraversare il traffico metropolitano, con un parcheggio poco distante e il bar appena fuori. Purtroppo mi perdo l'apertura dei Ye Banished Privateers perché essendo una giornata di lavoro non riesco ad arrivare in tempo, ma arrivo con anticipo per gli Xandria che con Ambre Vourvahis dimostrano subito di avere ancora intatta la propria potenza di fuoco. La band esegue i tre brani scritti e realizzati con la cantante nuova, uno dei quali intitolato Ghosts è ancora inedito, e completa la propria esibizione con pezzi tratti da tutta la loro discografia da Ravenheart fino a Death to The Holy dall'ultimo album Theater of Dimensions. Ambre, che si muove sul palco con la sicurezza di una diva di lunga esperienza, si confronta quindi con le tre vocalist che l'hanno preceduta e ne esce a testa altissima mostrando carisma e una notevole capacità di passare dal growl, al canto tradizionale alla lirica con una disinvoltura incredibile.


Poco dopo la band tedesca, salgono sul palco i Visions of Atlantis e se possibile l'asticella si alza ancora. La band apre la propria performance con Master the Hurricane e i due vocalist, Clémentine Delauney e Michele Guaitoli, dimostrano subito che la loro intesa è sempre più solida mentre si alternano e duettano mostrando un'amalgama perfetta. La scaletta prevede otto pezzi dall'ultimo album Pirates e il tema piratesco e del viaggio che combina speranza e incertezza contraddistingue ogni cosa: dall'abbigliamento della band, all'ambientazione, all'introduzione dei pezzi con cui i due vocalist raccontano le storie dietro a ciascuna delle loro canzoni. Questa volta però si nota qualcosa di diverso, mentre Michele in forma straripante dialoga con il pubblico in italiano non traspare solo la passione per la musica ma anche la gioia di poter tornare alla normalità dopo due anni terribili. La positività che la band vuole esprimere sprizza da ogni gesto; il sorriso non manca mai, Clémentine scherza lanciando tra il pubblico il cappello da pirata di Michele e lo stesso Michele dice chiaro che questo non è un concerto ma una festa quando invita il pubblico a saltare durante l'esecuzione di Melancholy Angel. Ovviamente tutti seguiamo l'invito e mentre salto e canto con loro mi viene un dubbio: ma come fa Clémentine a passare al registro lirico mentre salta?


Quando Clem annuncia che siamo giunti all'ultima canzone guardo l'orologio perché non ci credo, mi sembra che dall'inizio siano passati dieci minuti e invece devo riconoscere che la band suona da un'ora e mezza. Sarà che ho divorato Pirates e lo so a memoria, ma questo concerto è davvero volato. Lo show si chiude con Pirates Will Return e Legion of the Seas, ma anche quando si spengono le luci non c'è una gran fretta di andare a casa e la scelta è vincente perché la band di ferma a bere qualcosa di fresco con il pubblico e Michele e il chitarrista Christian Douscha sono anche ben disponibili per chi vuole fare una foto con loro.

La serata a questo punto volge al termine davvero, ma quello che resta mentre riprendiamo l'autostrada con Pirates nell'autoradio è una sensazione di positività che dopo un concerto non si respirava da tempo, perché la gioia che la band ha voluto trasmetterci ci ha coinvolto in pieno e ce la portiamo a casa. Ed è quello che serve per riprendere il mondo come lo conoscevamo. E alla fine non resta che ringraziare chi ha reso possibile tutto questo.

Grazie Xandria, grazie Visions of Atlantis e grazie Legend. Grazie a tutti.

mercoledì 28 settembre 2022

Omicidio di Tupac: intervista a Chris Carroll, il primo poliziotto che intervenne sulla scena dopo la sparatoria

È disponibile sul mio canale YouTube un'intervista a Chris Carroll, ex sergente della polizia di Las Vegas che intervenne sulla scena dopo la sparatoria che portò alla morte di Tupac Shakur avvenuta il 7 settembre del 1996.

L'intervista è disponibile solo in inglese.