giovedì 19 luglio 2018

Il Metallian dei Judas Priest e il Tarkus di Emerson, Lake & Palmer

Gli album dei Judas Priest non sono noti solo per la qualità della musica che da quattro decadi fa di loro una delle band più influenti della storia del metal, ma anche per le copertine sfarzose e dai soggetti sempre notevoli. La più particolare delle copertine della band capitanata da Rob Halford è quella di Defenders of The Faith del 1984 che mostra uno strano essere con la testa da tigre, corna da ariete e con il corpo di un carro armato.

Il disegno è opera dell'artista grafico Doug Johnson (che aveva anche realizzato la copertina dell'album precedente Screaming for Vengeance del 1982) e il soggetto disegnato si chiama Metallian. Come riportato dal sito The X Quorum l'idea iniziale fu della band che ne chiese la realizzazione a Johnson visto l'ottimo esito della copertina precedente. Il Metallian vorrebbe rappresentare il difensore della fede, a cui si riferisce il titolo dell'album, in chiave heavy metal.

Il retro di copertina sottolinea il concetto, riportando la scritta:

Rising from darkness where Hell hath no mercy and the screams for vengeance echo on forever. Only those who keep the faith shall escape the wrath of the Metallian... Master of all metal

Curiosamente quella dei Judas Priest non è la prima copertina di un album a ritrarre un soggetto a metà tra un animale e una macchina da guerra. L'album Tarkus di Emerson, Lake & Palmer del 1971, infatti, mostra in copertina l'essere omonimo: un incrocio tra un armadillo gigante e un carro armato. L'autore dell'opera è William Neal (che realizzò anche la copertina dell'album seguente Pictures at an Exhibition dello stesso anno) che nel suo libro Watching Paint Dry del 2011 spiega che la scelta dell'armadillo è dovuta all'assonanza del nome dell'animale con la parola armour (armatura) e che il nome nasce dalla crasi di tartarus e carcass. Il termine tartaro (tartarus) è qui usato nel suo significato mitologico di luogo tenebroso e spaventoso, la parola fu tratta dal quarto versetto del secondo capitolo della Seconda Lettera di Pietro del Nuovo Testamento che in alcune traduzioni in inglese (come la Holman Christian Standard Bible) riporta proprio la parola tartarus (la traduzione della CEI traduce invece con abissi tenebrosi dell'inferno) Il Tarkus, il cui nome è scritto con le ossa di un animale il cui scheletro è appena dietro alla scritta, è quindi il simbolo dell'umanità sempre impegnata in guerre che ne causano l'autodistruzione.

L'interno della copertina di Tarkus narra la storia del mostro a partire dalla sua nascita da un uovo eruttato da un vulcano. Tarkus incontra quindi delle figure mostruose con cui combatte, fino all'ultimo scontro con una manticora che lo metterà in fuga.


I Judas Pries ed Emerson, Lake & Palmer hanno ovviamente ben poche somiglianze dal punto di vista musicale, ma stranamente questi due album appartenenti a generi e decenni diversi hanno in comune delle copertine nate da idee simili che sono delle vere opere d'arte tanto belle quanto la musica contenuta nei rispettivi dischi.

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